Un anno fa

Un anno fa ero in ospedale ed avevo da poco avuto la mia bambina.

Oggi ho festeggiato assieme a lei e a mio marito. Sono indaffarata, perennemente di corsa, agitata e un po’ folle ma incredibilmente felice. Ogni ricordo di quest’anno passato è nitido nella mia testa, come marchiato nella memoria. L’ospedale, i primi giorni, il pianto mio e il pianto suo, l’espressione stanca di mio marito – sempre li, al mio fianco, senza chiedere. I dolori, l’attesa, le coccole, l’ansia, le persone – più o meno gradite. Il giudizio degli altri…

Recuperando la ragione ti rendi conto del fatto che il giudizio degli altri sei tu a crearlo. E non nel senso che le tue azioni danno vita ad opinioni ma che le idee che ti frullano nella testa sono nate e cresciute solo li. Nessuno si è espresso. In realtà il giudizio degli altri non è che il tuo giudizio. Perché dovrei essere così dura con me allora? Alla fine mi sto anche simpatica…

Così, la sensazione di inadeguatezza mi ha abbandonata; non sono perfetta e non la sarò mai, e per questo mi sento bene.

Mi piace sentirmi forte e libera ma allo stesso tempo riesco ancora ad essere fragile in modo patetico. Crescere vuol dire cambiare, conoscersi, migliorarsi e non smettere mai di provare. La mia favola non è una favola, è una vita stramba e normale come quella di tutti. Però c’è una morale: non prenderti troppo sul serio o il primo a stancarsi di te sarai tu stesso!